La Rsa saluta don Mario Rossetti, che è salito in cielo

 

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Il nostro cappellano e ospite della Rsa, don Mario Rossetti, 98 anni compiuti il 21 gennaio 2024, ci ha lasciato nei giorni scorsi. Tutti lo ricordano come uomo buono ed affabile, come persona capace di ascolto, sempre pronto ad offrire una parola di conforto e di incoraggiamento a tutti.
Al termine della liturgia funebre in suffragio della sua anima, il presidente Domenico Filippini ha preso la parola per ringraziarlo del prezioso servizio religioso e spirituale offerto agli anziani della casa di riposo, prima di spegnersi con una profonda serenità di spirito.
Ecco il resoconto dell’intervento:

“Grazie a don Giancarlo per avermi concesso uno spazio per ringraziare il caro don Mario sia a titolo personale sia a nome della Casa di Riposo.
La nostra amicizia ebbe inizio quando ero ancora ragazzino e partecipavo come chierichetto e cantore (non sempre intonato) alle funzioni religiose.

Dopo il tuo trasferimento come parroco a Carpenedolo, alla fine degli anni ’70 tornammo in contatto allorché venisti a conoscenza che in quel periodo ero insegnante supplente nella locale scuola media. Fu per me un grande piacere ricevere il tuo invito a pranzo quando, per motivi vari, dovevo fermarmi nel pomeriggio a scuola.
In quei momenti tu mi parlavi dei tuoi progetti per la chiesa e la comunità carpenedolese, ma soprattutto della tua grande passione per la lettura e per i libri di teologia e di dogmatica.

Dopo le alterne vicende della vita, ci siamo riavvicinati nel 2000 poiché, raggiunto il pensionamento, prendesti l’importante decisione di ritornare a vivere stabilmente a Pralboino. Fu così che, dopo la morte di don Paolo Barchi, ti chiesi la disponibilità ad assumere l’impegno di cappellano presso la nostra Casa di riposo.

Ogni sabato pomeriggio passavo da casa tua per condurti alla chiesetta dell’Ente ove celebravi la liturgia domenicale, eri disponibile per il sacramento della riconciliazione e dispensavi parole di sollievo ai degenti e ai loro familiari.

Successivamente, per alcuni acciacchi di salute dovuti all’età, hai scelto di rimanere stabilmente tra noi e così sono aumentati i momenti di colloquio. Momenti importanti in cui mi parlavi delle tue letture preferite, dei problemi della Chiesa postconciliare ed io ti facevo partecipe dei miei momenti di incertezza e di difficoltà nella gestione della casa di riposo. Ebbene in quei momenti tu sapevi sempre trovare per me le parole giuste di conforto e di incoraggiamento.

Grazie, don Mario, per essermi stato accanto con la tua amicizia e la tua stima. Te ne sarò sempre riconoscente, come lo sono i membri del Consiglio di amministrazione, tutto il personale socio-sanitario e gli Ospiti della Rsa.

Grazie, Signore, perché ce lo hai donato e perché è stato un buon sacerdote. Ora lo hai chiamato e noi te lo affidiamo nella certezza che dal cielo continuerà ad accompagnarci e a prendersi cura di tutti gli ospiti della Casa di riposo, che lo hanno conosciuto ed amato.”